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“Strada alle donne”, in un libro la toponomastica femminile nel comune di Ravenna

“Strada alle Donne” è un libro sulla toponomastica al femminile nel comune di Ravenna.

E’ stato realizzato per sottolineare e rendere maggiormente visibile un percorso aperto dall’amministrazione comunale al riconoscimento delle figure femminili – negli ultimi anni si è triplicato il numero delle strade dedicate alle donne, fino ad arrivare a 75 alla fine del 2012 - dall’istituzione Biblioteca Classense e dal Soroptimist international d’Italia - club di Ravenna, con gli assessorati alle Politiche e cultura di genere e ai Servizi demografici.

Il volume sarà presentato pubblicamente venerdì 14 giugno alle 17 alla sala Muratori della Classense. L’incontro sarà aperto dai saluti del sindaco Fabrizio Matteucci e presieduto dall’assessore ai Servizi demografici Massimo Cameliani. Interverranno Giovanna Piaia, assessore alle Politiche e cultura di genere, Giovanna Guercio, vicepresidente nazionale del Soroptimist Italia, Claudia Giuliani, dirigente del servizio bibliotecario della Classense e presidente del Soroptimist di Ravenna.

Il libro è stato presentato questa mattina alla stampa in municipio.

L’assessore ai Servizi demografici Massimo Cameliani, che ha assunto tale delega da due anni ed è anche presidente della commissione toponomastica, ha ricordato come abbia proseguito la strada intrapresa prima di lui dall’assessore Giovanna Piaia, la quale, impossibilitata a prendere parte alla conferenza stampa di questa mattina, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La parità fra uomini e donne nella toponomastica non è un capriccio di parità, ma una questione simbolica non marginale.

Nominare ed essere nominate come donne ci fa esistere come persone senza scarti di genere. La toponomastica è un tassello nella ricerca di spazi di cui ancora appropriarsi. Per le donne diventare simboli nella civiltà e nella cultura è conquista recente. Anche a Ravenna siamo partite per crescere da molto in basso. Questo dato negativo si è triplicato in pochi anni. Per correggere lo squilibrio l’ assessorato alle Pari opportunità con delega alla toponomastica ha impostato delle azioni di base, creando dapprima una commissione con presenza paritaria e fissando poi regole di parità nelle titolazioni.

Il movimento recente che si è creato a livello nazionale a sostegno della toponomastica femminile non ci ha trovato impreparate. Ravenna è segnalata come caso emblematico per la sensibilità di amministratori. Siamo stati citati da La7 nella rubrica di Paolo Pagliaro lo scorso 8 marzo e in un articolo della rivista dell'’Anci per la particolare qualità delle titolazioni. Abbiamo ricordato maestre, donne premio Nobel, partigiane, vittime della storia o della mafia, donne di arte e di cultura. Non solo sante, madonne o benefattrici come maggiormente presenti nelle altre città”.

L’assessore Massimo Cameliani, pur compiaciuto del fatto che il Comune di Ravenna sia stato riconosciuto a livello nazionale tra quelli più sensibili per quanto riguarda l’attenzione alle presenze femminili nella toponomastica, ha auspicato “che quello che ancora oggi viene sottolineato come un dato eccezionale diventi la normalità, che tributare alle donne i giusti riconoscimenti possa configurarsi come una consuetudine che vada di pari passo con una reale parità di opportunità nella vita di tutti i giorni”. L’assessore ha inoltre manifestato l’intenzione, per la futura intitolazione di strade o aree verdi a figure feminili, “di indagare più approfonditamente il ruolo delle donne nel mondo dell’imprenditoria e della cooperazione ravennati” e ha ricordato come, tra i progetti che quest’estate vedranno coinvolti gli adolescenti nell’ambito dell’iniziativa “Lavori in Comune” ce ne sia anche uno finalizzato proprio alla mappatura delle strade dedicate a donne e alla proposta di nuove denominazioni. “Ci fa molto piacere – ha detto Cameliani – che anche dai ragazzi arrivi un contributo in questo senso”.

Il volume è stato curato da Claudia Giuliani, dirigente del Servizio bibliotecario dell’Istituzione Biblioteca Classense, presidente del Soroptimist Club Ravenna, membro della Commissione toponomastica; Sandra Dirani e Cristina Fragorzi, bibliotecarie dell’Istituzione Biblioteca Classense.

Il Soroptimist International è un’associazione femminile composta da donne con qualificazione nell’ambito lavorativo che opera, attraverso progetti, per la promozione dei diritti umani, l’avanzamento della condizione femminile e l’accettazione delle diversità. E’ oggi diffuso in 125 Paesi e conta oltre 3000 club, per un totale di circa 90.000 socie. E’ presente presso importanti Agenzie delle Nazioni Unite, al Consiglio d’Europa e presso la Lobby Europea delle Donne, in Italia nel Comitato Nazionale di Parità presso il Ministero del Lavoro e nella Commissione Pari Opportunità presso il Ministero per le Pari Opportunità.

L’Istituzione Biblioteca Classense, luogo privilegiato della memoria storica cittadina, ha voluto essere presente con il contributo di molte bibliotecarie, con la ricchezza delle proprie fonti librarie e documentarie, partecipando attivamente alla ricostruzione storica che è alla base di questo lavoro.

Hanno realizzato le schede; per l’Istituzione Biblioteca Classense Floriana Amicucci, Paola Andrini, Sandra Dirani, Silvia Fiammenghi, Claudia Foschini, Cristina Fragorzi, Anna Galletti, Barbara Gentile, Claudia Giuliani, Daniela Poggiali e Marta Zocchi; per il Soroptimist Club Ravenna Julia Chance, Stefania Gambirasio, Raffaella Gueltrini, Manuela Mantani, Maria Cinzia Medri, Fulvia Missiroli, Alba Maria Orselli, Nadia Colomba Tassini; ed inoltre Magda Gentile e Giovanna Piaia.

“In seguito ad una precisa scelta della Commissione toponomastica del Comune di Ravenna e ad una volontà politica sorta nei contesti più attenti alla parità di genere, che esprimono una sensibilità ormai diffusa, ancorché tardiva, negli ultimi anni – si legge nell’introduzione, di Claudia Giuliani - si è triplicato il numero delle strade dedicate alle donne. Sono circa settantacinque alla fine del 2012 – destinate però a crescere rapidamente - le intitolazioni di luoghi alle donne, siano esse strade, piazze, rotonde, giardini. Le strade di Ravenna sono dedicate a donne attive nei più vari ambiti, dal politico, al culturale, al sociale.

Il volume ha una impostazione rigorosamente storico-biografica ed è una antologia di donne. Nel senso antico, etimologico del termine: una raccolta di fiori, di biografie scelte. Non sono agiografie, anche se spesso le vite narrate aspirano ad essere tali per la esemplarità di un impegno, di una vita, di una vicenda. Non in tale chiave vanno lette le loro storie, ma nella cifra di una presenza. Se è vero che le donne sono state cancellate dalla storia, ed è spesso assente il loro protagonismo, ebbene queste donne ora sono presenti, attraverso i loro nomi assegnati alle strade, ai giardini, alle piazze e alle rotonde della città, popolando la nostra quotidianità”.

Le protagoniste sono state divise in vincitrici del premio Nobel (Pearl Buck, Grazia Deledda, Selma Lagerlöf, Gabriela Mistral, Nelly Sachs, Gerty Cori, Marie Curie, Gertrude Belle Elion, Emily Greene Balch, Alva Myrdal, Bertha von Suttner, Madre Teresa di Calcutta), donne di scienza e di medicina (Laura Conti, Giorgina Danesi, Argia Drudi, Cornelia Fabri, Dian Fossey, Isotta Gervasi), donne di arti e di lettere (Luigia Bendazzi, Emma Calderini, Malvina Cavallazzi, Elisa Guastalla Ricci, “Gugù”Augusta Rasponi, Elsa Morante, Ada Negri, Cordula Poletti, Felicia Rasponi, Renata Viganò), le maestre (Maestra Giacomina, Maestra Teresita Norreri, Wilma Soprani), imperatrici e regine (Amalasunta, Galla Placidia, Teodora), le donne politiche (Adele Bei, Elsa Conci, Maria Federici, Angela Maria Guidi Cingolani, Nilde Iotti, Lina Merlin, Teresa Noce, Giovanna Bosi Maramotti, Jone Fenati Gentile, Maria Goia, Emma Miserocchi Orselli) donne di lotta e di impegno (la patriota risorgimentale Anita Garibaldi; le partigiane Maria Bartolotti, Maria Bassi, Natalina Vacchi, Itala Valpiani, Iris Versari; le filantrope Caterina Borghese Pasolini, Maria Ponti Pasolini, Gabriella Spalletti Rasponi, Laura Vitali Ghezzo), sante (Sant’Agata, Sant’Anna, Santa Caterina, Santa Teresa), vittime nella storia (Antonella Ceci, Anne Frank, Morena Maccherozzi, Mafalda di Savoia, Maria Margotti, Maria Montanari, Emanuela Setti Carraro), le donne dei poeti, da Dante a Montale (Beatrice Alighieri, Beatrice, Costanza, Francesca, Lucia, Matelda, Piccarda, Dora Markus).

Infine il volume cita una delibera approvata dalla giunta nel gennaio di quest’anno, contenente sette nuovi toponimi per altrettante aree verdi (giardini e parchi) dedicate alle donne: Patrizia Angiolini Martinelli (1940-2000), storica dell’arte; Argentina Bonetti Altobelli (1866-1942), dirigente nazionale socialista, prima donna sindacalista italiana; Maria Luisa Fagnocchi (scomparsa nel 2002), poetessa, ultima discendente delle famiglie ravennati dei Rava e dei Baccarini; Ipazia (seconda metà IV sec.), filosofa, scienziata, martire dell’integralismo religioso; Maria Montessori (1870-1952), medico, filosofa, pedagogista; Beata Vincenza (prima metà IV sec.), moglie di San Severo, vescovo di Ravenna; Cristina Trivulzio di Belgioioso (1808-1871), patriota risorgimentale.