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Approvato all’unanimità il regolamento delle sale da gioco, installazione apparecchi da intrattenimento e giochi leciti. Sì unanime anche a un ordine del giorno sullo stesso tema

Nella seduta di ieri il consiglio comunale ha approvato all’unanimità il regolamento delle sale da gioco, installazione apparecchi da intrattenimento e giochi leciti. Sì unanime anche a un ordine del giorno sullo stesso tema.

 

La delibera è stata illustrata da Giovanna Piaia, assessora alle Politiche sociali.

 

In premessa Piaia ha sottolineato come le ludopatie si stiano sempre più diffondendo, “al livello di una vera e propria epidemia, che coinvolge anche tantissimi minorenni, con conseguenze di vastissima portata dal punto di vista sociale ed economico. Lo Stato, che su questo tema vive una seria contraddizione, si trova a dover far fronte a una nuova emergenza sociale che in parte ha contribuito esso stesso a creare, avendo fatto del gioco una leva fiscale ed essendo quindi uno dei soggetti che contribuisce ad alimentare questa dipendenza di massa”.

 

Piaia ha poi fornito il quadro della situazione per quanto riguarda l’Emilia Romagna: “In quattro anni le ludopatie sono aumentate del cento per cento e tra il 2010 e il 2013 l’utenza dei Sert è cresciuta di oltre il 116 per cento. Nel 2014 i soggetti in trattamento con patologie collegate alla dipendenza dal gioco sono stati 1.277.

 

In virtù della legge regionale sulla materia, che è del 2013 ed è stata rivista nel 2015, sono stati attivati corsi di formazione per il personale sociosanitario e per gli esercenti; è stato istituito un numero verde regionale per la consultazione dell’elenco dei servizi ( 800 033 033 ) ed è stato definito il percorso di assegnazione del marchio Slot FreER ai locali che non hanno installato o che hanno disinstallato slot machine e apparecchi per il gioco. Inoltre è stato firmato un protocollo con associazioni impegnate nel contrasto a questo tipo di dipendenza ed è stata attivata una struttura residenziale sperimentale specializzata a Reggio Emilia, denominata Pluto, che nel 2014 ha ospitato 19 pazienti della regione e 21 da fuori”.

 

“L’obiettivo del nostro regolamento, che ha cercato di ordinare e contestualizzare tutti i riferimenti normativi sulla materia – ha aggiunto Piaia – è che la diffusione dei locali nei quali si pratica il gioco lecito garantisca la tutela dei minori e di categorie di soggetti vulnerabili, la viabilità, il contenimento dell’inquinamento acustico, la quiete pubblica e la salute, mediante la prevenzione di forme di gioco compulsivo e la sensibilizzazione nei confronti dell’accesso responsabile al gioco, che contrasti lo sviluppo di fenomeni di dequalificazione territoriale e dei valori immobiliari, nonché di dipendenza patologica dal gioco d’azzardo.

 

I Comuni scontano la mancanza di una legge nazionale, che impedisce loro di agire in maniera più efficace su certe questioni, come ad esempio la possibilità di prevedere distanze minime tra le sale da gioco e luoghi cosiddetti sensibili, quali ad esempio scuole. Tuttavia qualcosa si sta muovendo. Le Regioni stanno sottoscrivendo un Manifesto unitario, sollecitando il Governo a legiferare; e sembra che il Governo sia intenzionato a mettere mano alla questione. Alcune Regioni inoltre, nelle loro leggi, hanno previsto tali distanze minime, consentendo quindi a loro volta ai Comuni di inserirle nei loro regolamenti. La Regione Emilia Romagna non ha previsto tali distanze minime e quindi noi non abbiamo potuto metterle nel nostro regolamento: ciò ci avrebbe esposto sicuramente a dei contenziosi, di cui ci sono numerosi precedenti in altre realtà, che molto probabilmente ci avrebbero visto soccombere.

 

Non va però dimenticato che la Regione ha rivisto la propria legge consentendo ai Comuni una cosa molto importante, fatta dal nostro Comune in sede di variante al Rue, cioè l’individuazione di una specifica destinazione d'uso denominata Attività ludico-ricreative con problematiche di impatto sociale di cui alla legge regionale 5/2013 (sale da gioco/slot, videolotteri e sale bingo, scommesse SNAI e similari) in virtù della quale sono stati fortemente limitati gli ambiti urbanistici dove è possibile insediare tali attività, prevedendo altresì alte dotazioni di parcheggio pertinenziale”.

 

Durante il suo intervento Piaia ha anche fornito alcuni dati sulla presenza di sale gioco nel territorio del comune di Ravenna. Le sale gioco risultano 66, di cui 23 in città, 11 nel forese e 32 nelle località balneari; inoltre in 55 attività economiche sono installati apparecchi elettronici e meccanici.

 

Con particolare riferimento al tema delle distanze dai “luoghi sensibili” erano stati presentati due ordini del giorno, uno con primo firmatario il consigliere Maurizio Bucci (gruppo misto); l’altro con primo firmatario il consigliere Idio Baldrati (Pd).

 

Da un confronto tra i due primi firmatari è scaturito un ordine del giorno unitario illustrato da Maurizio Bucci, che ha sottolineato come il documento sia stato ispirato dall’ex consigliere Paolo Guerra, nel quale si chiede che “il sindaco e la giunta del Comune di Ravenna si attivino presso la Regione Emilia Romagna affinché vengano definite con sollecitudine le distanze dai luoghi sensibili quali istituti scolastici, primari e secondari, strutture sanitarie, ospedaliere e luoghi di culto, prevedendo 500 metri come distanza minima” (in allegato il testo integrale). L’ordine del giorno è stato sottoscritto, oltre che da Bucci e Baldrati, dai consiglieri Nereo Foschini (Ncd), Alberto Ancarani e Francesco Baldini (Forza Italia), Alvaro Ancisi e Sirio Stampa (Lista per Ravenna), Alberto Donini (Lega Nord Romagna), Pietro Vandini e Lorenzo Gatti (Movimento 5 Stelle), Davide Buonocore (Idv), Ilaria Morigi (Sel), Daniele Perini (Pd), Roberto Ravaioli (Pri), Diego Rubboli (Fds) e approvato all’unanimità.

 

Alberto Donini (Lega Nord) ha dichiarato voto favorevole alla delibera e all’ordine del giorno sottolineando che “in commissione è stato fatto un ottimo lavoro, che ha consentito di colmare alcune piccole lacune. Purtroppo i contenuti della normativa regionale non ci permettono una maggiore incisività però con il regolamento facciamo un primo passo avanti e l’ordine del giorno riveste un carattere di indirizzo molto importante”.

 

Nereo Foschini (Ncd) ha dichiarato voto favorevole sia alla delibera che all’ordine del giorno evidenziando che “il lavoro della commissione ha prodotto, per quanto riguarda il regolamento, un risultato accettabile. In assenza di un riferimento all’interno della legge regionale non si poteva fare di più – ha aggiunto riferendosi alla questione delle distanze delle sale gioco dai cosiddetti luoghi sensibili – e per questo è stato inserito nell’ordine del giorno un richiamo in tal senso, affinché la Regione Emilia Romagna segua al più presto il buon esempio già messo in pratica da altre Regioni”.

 

Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) che sulla materia aveva presentato una mozione (allegata) ha annunciato il proprio voto favorevole al regolamento e all’ordine del giorno unitario, nonché il ritiro della mozione, “tenuto conto che lo spirito di quanto era in essa richiesto è stato recepito dal regolamento nei limiti di quanto era possibile opportunamente inserirvi e che per il resto, cioè per quanto riguarda le distanze dai luoghi sensibili, c’è un preciso richiamo alla Regione nell’ordine del giorno. Tuttavia sottolineo come la mia mozione rappresenti l’iniziativa di un consigliere comunale alla quale è stata data una risposta tardiva. La mozione è del 7 marzo 2014 e non avrebbe dovuto essere messa in discussione quando quello che chiedeva era stato prodotto”.

 

Alberto Ancarani (Forza Italia) ha dichiarato voto favorevole su entrambi i documenti dicendo che “il regolamento è il compromesso più alto al quale si poteva arrivare rispetto alle lacune della Regione, che secondo noi non ha legiferato nella maniera migliore e sufficientemente adeguata alle esigenze sempre maggiori e urgenti che si riscontrano su questa materia”.

 

Idio Baldrati (Pd) ha dichiarato voto favorevole sia alla delibera che all’ordine del giorno sottolineando peraltro come “in sede di adozione della variante al Rue il Comune si sia avvalso della facoltà, consentita dalla legge regionale, di limitare fortemente gli ambiti urbanistici nei quali è possibile insediare nuove sale gioco, fuori dai centri abitati. Prevedere le distanze dai luoghi sensibili nel regolamento sarebbe stata una forzatura che ci avrebbe sottoposto al rischio di ricorsi, dal momento che la legge regionale non le contempla. E’ stato comunque importante, come atto di indirizzo, sollecitarne l’introduzione nella legge regionale attraverso l’ordine del giorno”. Per il gruppo Pd è intervenuto anche il consigliere Daniele Perini.