Il Comandante della Polizia Municipale: «I gestori obbligati a fermare gli schiamazzi»
Quattro chiamate in un mese "contro" i locali
Dall’inizio di settembre sono state quattro le chiamate di residenti esasperati che si sono rivolti alla Polizia municipale per protestare contro i rumori causati dai locali nel corso della serata (già a partire dalle 20).
Oltre a queste pervengono al comando di piazza Mameli anche segnalazioni via mail ed esposti scritti, «che vengono trattati dall’ufficio competente attraverso le verifiche ritenute più opportune, secondo il criterio di priorità che viene assegnato ad ogni pratica, anche tenendo conto delle risorse umane disponibili, del carattere di urgenza e dell’ordine di arrivo cronologico dei molteplici esposti». Lo spiega direttamente il comandante della municipale, Stefano Rossi, che incontriamo nel suo ufficio per avere un suo parere sull’equilibrio precario che vige in centro tra residenti e locali pubblici. «Nel corso della mia carriera in Polizia di Stato – commenta – ho vissuto in nove città diverse e mi sono ritrovato di fronte a situazioni ben più tese.
L’idea che mi sono fatto, in base alla mia esperienza, anche come studente universitario che frequentava locali a tarda sera, è che non ci sarebbero problemi se tutti rispettassero gli altri e le regole del vivere civile. Posso stare fuori da un locale anche a mezzanotte, ma senza parlare ad alta voce». Quando qualcuno non le rispetta, quelle regole, ecco però che devono entrare in azione i vigili. «La Pm è al servizio del cittadino per definizione e deve quindi tutelare tutti i cittadini, dai residenti ai titolari dei locali, fino anche ad altri imprenditori che si lamentano a loro volta del rumore dei locali, come succede spesso. E la Pm può fare questo solo applicando le leggi». Inutile, quindi, da parte degli imprenditori (ma va detto che per una questione diversa, quella dell’ordinanza antialcol agli Speyer, è stato anche il Sindaco a farlo), chiedere che i controlli vengano effettuati con buon senso e un minimo di elasticità da parte dei vigili. «Non è certo la Polizia municipale – continua Rossi – l’organo deputato a non far rispettare le leggi, né ad agire con margine di tolleranza». Piuttosto chiaro, il concetto.
Così come l’interpretazione della legge sul tema che ha fornito in una recente sentenza la Cassazione e che Rossi mostra quasi come monito ai titolari. «Il gestore del locale – spiega – ha l’obbligo di controllare certo il volume delle emissioni sonore musicali, ma anche quello di impedire schiamazzi da parte degli avventori, specie in un’ora notturna. Lo dice chiaramente la Cassazione». I gestori, insomma, sono avvisati.
(Articolo di Luca Manservisi pubblicato sul n.458 del 6 ottobre 2011 di "RAVENNA & DINTORNI")



