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Sofferenze e oscurità anche sul traghetto di Sant’Alberto

di Alvaro Ancisi

Dopo quello più famoso (o famigerato) sul canale Candiano tra Marina di Ravenna e Porto Corsini, non è senza problemi il traghetto - anch’esso regolato dall’agenzia Ambra, che disciplina i trasporti pubblici nella provincia di Ravenna - sul fiume Reno tra Sant’Alberto (RA) ed Anita (FE).

Il gestore/proprietario del traghetto riscuoterà, oltre agli incassi dagli utenti, quei 46 mila euro annuali di denaro pubblico (metà ciascuno dal Comune e dalla Provincia di Ravenna) che gli consentono di godersi la meritata vita di pensionato facendo lavorare, più che altro, i suoi due dipendenti.

 

I NODI DELLA GESTIONE

Nonostante il lauto contributo, il servizio offerto è stato però notevolmente peggioratorispetto alla situazione precedente. Il cartello posto sulle due rive del fiume di fronte al traghetto (allegata una foto) dimostra che:

  1. nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio il servizio è stato sospeso; nei mesi di luglio-agosto l’orario di apertura è stato ridotto dalle 24.00 alle 22.00 e nei mesi di aprile-maggio-giugno-settembre dalle 21.00 alle 20.00: ne consegue una ridotta fruibilità del servizio, per cui, ad esempio, quanti dall’argentano volessero recarsi in estate nei lidi nord ravennati dovrebbero tornare entro le 22.00 o le 21.00;
  2. sono stati aboliti gli abbonamenti mensili e settimanali; restano solo gli abbonamenti per numero di corse, ma validi solo per quattro mesi e senza tener conto dei tre di sospensione: di qui una netta minore convenienza ad usare il traghetto.

Condizione atipica per un servizio pubblico è inoltre che “l’azienda non corrisponde né indennizzo né rimborso del prezzo pagato, in caso di sospensione totale o parziale del servizio, qualunque ne sia il motivo”. Inoltre. abbiamo dimostrazione di acquirenti dei titoli di trasporto a cui viene rilasciato solamente uno scontrino “non fiscale”, senza alcuna indicazione dell’impresa che li rilascia.

 

I NODI DELLA POLITICA

L’anomalia politica maggiore, specialmente di fronte a rilevanti tagli del servizio, è che un così alto contributo pubblico viene erogato senza alcuna verifica dei bilanci aziendali, in violazione totale del regolamento comunale dei contributi (che tra l’altro non devono superare la metà dei costi dell’attività finanziata).

Non mancano altri importanti nodi politici:

  1. solo gli enti locali ravennati concorrono al contributo pubblico e non anche il Comune di Argenta e la Provincia di Ferrara che beneficiano parimenti del traghetto, per i propri cittadini e turisti;
  2. non esiste su internet alcuna informazione sull’esistenza del servizio, tranne che sul sito del Comune di Argenta, ma con tariffe ed orari sbagliati;
  3. il sito del museo NatuRa di Sant’Alberto, nonostante proponga escursioni oltre il Reno, non comprende gli orari di servizio del traghetto, oltre a non essere visualizzabile correttamente su dispositivo mobile (grave lacuna per un museo del genere)
  4. la segnaletica stradale è carente, in quanto i cartelli indicatori posti alle entrate di Anita e di Sant’Alberto (foto allegata) non specificano né gli orari né i giorni di apertura del servizio, peraltro passibile di chiusura anche in caso di piene del fiume, manutenzioni del mezzo o altri impedimenti: in mancanza, gli utenti possono trovarsi costretti ad un inutile giro di 10,6 chilometri verso e da Anita (su strada senza uscita) e di 4 verso e da Sant’Alberto.

Invito pertanto la Giunta comunale ad impegnarsi, insieme alla Provincia di Ravenna, affinché:

    1. sia compiuta una verifica dei bilanci aziendali, che legittimi il contributo di 46 mila euro l’anno;
    2. il Comune di Argenta e la Provincia di Ferrara contribuiscano a sostenere finanziariamente il servizio, affinché ne possano essere adeguati gli orari di apertura e ridotte al minimo le chiusure;
    3. Start Romagna, anche se non direttamente interessata alla gestione del traghetto, ne dia, trattandosi comunque di un trasporto pubblico, appropriata notizia sul proprio sito internet; altrettanto facciano i Comuni di Ravenna ed Argenta, le Province di Ravenna e Ferrara e il museo NaturaRa;
    4. la segnaletica stradale dia conto degli orari di apertura e dei giorni di chiusura del servizio.

Si chiede al sindaco se conviene con quanto sopra, riferendo e documentando l’esito del suo impegno in consiglio comunale.

 

Alvaro Ancisi, capogruppo