08 Novembre 2017

Alleanza tra Comune, Alma Mater, Fondazione RavennAntica e Fondazione Flaminia per la valorizzazione del patrimonio archeologico

Sviluppare attività archeologiche, di studio, restauro e valorizzazione del patrimonio archeologico del Parco di Classe e della città di Ravenna: è l’impegno assunto in una convenzione quadro da Comune di Ravenna, Università di Bologna – Campus di Ravenna, Fondazione RavennAntica e Fondazione Flaminia per consolidare rapporti di collaborazione esistenti, ma soprattutto per dare nuovo slancio alla promozione e allo sviluppo del territorio in un’ottica di attrattività internazionale.

Cinque le aree di collaborazione individuate: sviluppo dell’attività archeologica; sostegno alla didattica e all’alta formazione; promozione della ricerca, dell’innovazione e della formazione di nuove imprese; conservazione e valorizzazione di beni archeologici; divulgazione scientifica e culturale e promozione sui social media.

Un Comitato di coordinamento, composto da un rappresentate per ciascuna istituzione a titolo gratuito e presieduto dal rappresentante della Fondazione RavennAntica, si occuperà di definire un programma annuale di attività, verificando gli obiettivi raggiunti e promuovendo l’integrazione e la partecipazione del territorio nelle diverse iniziative.
La convenzione sarà attiva per cinque anni e potrà essere rinnovata per altri 5.

I CINQUE CAMPI DI AZIONE
Sviluppo dell’attività archeologica
Progetti concreti saranno predisposti per la realizzazione di percorsi che estendano la conoscenza del patrimonio archeologico. La condivisione digitale di informazioni, immagini e documenti consentirà un migliore accesso alle fonti storiche, limiterà i costi di gestione e di conservazione, favorendo la conoscenza e lo studio degli insediamenti di Classe e di Ravenna. Saranno anche sviluppate e aggiornate la banca dati e la carta archeologica informatizzata del patrimonio archeologico, mentre sarà avviato un percorso di valutazione degli indici di rischio archeologico e realizzato un sistema di individuazione delle aree urbane a maggior potenziale archeologico per una consapevole programmazione degli interventi urbanistici di edilizia pubblica e privata, riducendo i rischi di interventi archeologici di emergenza, con relativo abbattimenti dei costi di realizzazione delle opere. Inoltre, l’attività dei laboratori di restauro del Museo di Classe, con la possibile partecipazione di studenti, laureandi, specializzandi e dottorandi, sarà funzionale al programma espositivo.

Sostegno alla didattica e all’alta formazione
Saranno attivati corsi di diversi livelli, anche con la presenza di docenti esterni qualificati provenienti dal mercato del lavoro, per migliorare la coerenza tra percorso formativo e le competenze professionali accrescendo la possibilità di inserimento lavorativo. Sarà concordato un programma di visite ai cantieri di restauro ed una correlata attività espositiva con finalità didattiche che offrano, attraverso l’utilizzo di metodologie digitali, aggiornamento ai formatori e acquisizione delle migliori pratiche internazionali per gli studenti.

Promozione della ricerca, dell’innovazione e della formazione di nuove imprese
Per la creazione e il supporto di imprese giovanili e innovative si condivideranno progetti e azioni, anche attraverso percorsi di counselling, di promozione dell’imprenditorialità e dell’imprenditività, sempre per favorire il trasferimento delle conoscenze, delle tecnologie e dei metodi di tutela, salvaguardia e sviluppo delle aree archeologiche.

Conservazione e valorizzazione di beni archeologici
Attraverso lo scambio di esperienze, la sperimentazione di nuove pratiche e il consolidamento di metodi e tecniche si promuoveranno interventi di studio, formazione e ricerca importanti per la conservazione e la valorizzazione di cantieri di scavo, strutture espositive, laboratori didattici, tecnologie di restauro e gestioni museali.

Divulgazione scientifica e culturale
Informazioni, risorse, competenze e canali di comunicazione saranno sempre più condivisi, per la più ampia diffusione, in particolare attraverso i social, di eventi, convegni, mostre, pubblicazioni e dell’attività formativa rivolte a studenti delle scuole di ogni ordine e grado.

“Con questa convenzione – afferma il sindaco Michele de Pascale – ufficializziamo un traguardo fondamentale, che ci eravamo posti fin dall’avvio del percorso dell’archeologia ravennate, con la costituzione della Fondazione RavennAntica: quello di una strettissima connessione con l’insediamento universitario della nostra città, prestigiosa risorsa da mettere in valore.
Il percorso dell’archeologia ravennate per realizzarsi al più alto livello ha bisogno di reggersi sulle competenze dell’Università e, al tempo stesso, è in grado di offrire all’Università un’opportunità unica di costruzione di percorsi didattici legati alla sperimentazione sul campo.
In questo modo il progetto culturale dell’archeologia ravennate viene valorizzato dal tratto di eccellenza dell’Università di Bologna e al tempo stesso offre all’Università un elemento di pari eccellenza, perché le consente di costruire i suoi percorsi didattici e formativi su un terreno concreto, quale un sito e museo archeologico in via di costruzione, una sorta di palestra straordinaria di didattica avanzata, in particolare ad esempio per il corso di Restauro.
Inoltre, attraverso l’attuazione di campagne di sondaggi preventivi, potremmo raggiungere una conoscenza più approfondita di tutto il patrimonio archeologico del nostro territorio, utilissima anche ai fini dello sviluppo delle politiche urbanistiche.
Naturalmente questa convenzione è aperta alla più ampia collaborazione con la Soprintendenza, nella consapevolezza che il positivo rapporto già in essere potrà avere ulteriori sviluppi”.

“Per la prima volta, grazie alla Convenzione quadro tra Comune di Ravenna, Alma Mater, Fondazione RavennAntica e Fondazione Flaminia – dichiara il rettore Francesco Ubertini – si mettono insieme le competenze e le funzioni di ciascun ente, nell’ambito dei suoi compiti istituzionali, a Ravenna e nel suo territorio.
Tra le aree di collaborazione lo sviluppo delle attività archeologiche, il sostegno alla didattica e alla formazione, la promozione della ricerca, dell’innovazione e della formazione di nuove imprese, la conservazione e la valorizzazione dei beni archeologici, la divulgazione scientifica e culturale e la promozione sui social media.
Emerge chiaramente, quindi, il valore aggiunto di questa collaborazione tra istituzioni diverse, tutte coordinate in un disegno unitario che riunisce qualità della ricerca e della formazione, impegno sulla conservazione e sulla valorizzazione dei beni archeologici e anche l’impegno civico nella salvaguardia del nostro patrimonio culturale”.

“Come professore dell’Alma Mater-Università di Bologna – aggiunge il presidente di RavennAntica Giuseppe Sassatelli – ho lavorato per tanti anni a Ravenna e nel suo Campus. E ho sempre auspicato, cercato e messo in atto collaborazioni con tutte le istituzioni locali che potessero interagire con la mia attività di docente universitario: con il Comune di Ravenna, con la Fondazione Flaminia e in particolare con RavennAntica in ragione del suo importante ruolo nella salvaguardia e nella valorizzazione dei beni archeologici.
Oggi nella mia nuova veste di Presidente di RavennAntica è con grande piacere che vedo formalizzato e reso per così dire strutturale questo rapporto superando il carattere bilaterale ed episodico delle precedenti collaborazioni.
I vantaggi di questo accordo saranno enormi e reciproci. La Fondazione RavennAntica ne trarrà grandi vantaggi perché la collaborazione con l’Università è assolutamente strategica per espletare nel migliore dei modi e al più alto livello ogni funzione legata alla salvaguardia e alla valorizzazione dei beni archeologici e dei beni culturali. E la stessa Fondazione per potersi avvalere delle competenze che il mondo universitario esprime assicurerà il suo sostegno alle attività di ricerca e di formazione integrandosi ancora di più con l’Università e le sue articolazioni ravennati.
I siti archeologici e i Musei che RavennAntica gestisce (ivi compreso il nuovo Museo di Classe che si inaugurerà entro il 2018) sono già ora (ma lo saranno ancora di più), oltre che dei contenitori, anche dei laboratori di ricerca dove professori e studenti dell’Università potranno insegnare ed apprendere nel migliore dei modi il mestiere dell’archeologo e del conservatore di Musei”.

“Fondazione Flaminia – sostiene il presidente Lanfranco Gualtieri – fin dalla sua costituzione sostiene l’attività didattica e di ricerca dei docenti, le attività di scavo e tirocini degli studenti, le iniziative convegnistiche e divulgative sul territorio, con l’intento di supportare il radicamento e la caratterizzazione dell’insediamento universitario ravennate sui temi dell’ambiente e dei beni culturali.
L’accordo quadro è un atto importante per la comunità ravennate perché rappresenta il segnale di un rinnovato slancio della collaborazione con l’Ateneo di Bologna sul tema della tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico della città.
Un accordo che porta a sistema collaborazioni già consolidate, come il supporto alle attività di scavo e ricerca, partenariati recenti, come il sostegno alla Laurea Magistrale a ciclo unico in Restauro, ed apre a nuove opportunità per il futuro relativamente a innovazione e promozione dell’imprenditorialità giovanile.
L’auspicio è che questo accordo costituisca il punto di partenza di un rinnovato programma di collaborazione fra tutti i soggetti sottoscrittori, capace di rilanciare l’impegno dell’Ateneo di Bologna e di coinvolgere la città in tutte le sue componenti associative e imprenditoriali”.