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Diritti dei ragazzi e doveri dei genitori nello sport, Comune e Panathlon danno vita a due decaloghi

L’assessorato allo Sport del Comune e il locale Panathlon club, con il Coni Point di Ravenna, hanno di concerto elaborato e sottoscritto oggi la “Carta dei diritti del ragazzo nello sport” e la “Carta dei doveri del genitore dello sport” nel corso di un incontro che si è svolto in municipio alla presenza dell'assessore Guido Guerrieri, della presidente del Panathtlon club Claudia Subini e di altre figure del mondo sportivo locale.
Si tratta di due decaloghi che, rispettivamente, contengono i diritti fondamentali dei giovani che si avvicinano all’attività sportiva, e dettano il comportamento corretto dei loro genitori.
"Apriamo questo anno - ha esordito Guerrieri - che ci vede col titolo di città europea dello sport, con la prima delle iniziative del 2016 che ha lo scopo di promuovere l'educazione e la crescita dei ragazzi attraverso la pratica sportiva. Lo sport, infatti, è uno strumento eccezionale per favorire lo sviluppo della personalità e per fare dei giovani dei buoni cittadini rispettando i loro diritti sia in ambito agonistico che nelle aspettative dei familiari.
La sottoscrizione di queste due nuove carte rappresenta da un lato una rassicurazione verso i genitori sul fatto che le società sportive sono luoghi sicuri per i loro ragazzi, dall'altro investe i genitori stessi di responsabilità nei loro riguardi sul piano educativo".
Claudia Subini di Panathlon club ha sottolineato il valore delle due Carte definendole "fondamentali per affrontare quelle problematiche che circondano lo sport. La carta che firmiamo oggi, va ad aggiungersi a quelle già attivate del fairplay e del panathleta, su cui devono convergere gli obiettivi delle società sportive e dei genitori, ciascuno per la propria parte".
I documenti firmati oggi saranno diffusi nei luoghi dove si svolgeranno allenamenti e partite, affinché il loro contenuto possa essere trasmesso a tutti coloro che hanno responsabilità nei confronti del processo formativo dell’educazione sportiva dei giovani.

Questo il testo dei due documenti:

CARTA DEI DIRITTI DEL RAGAZZO NELLO SPORT
“In tutti gli atti relativi ai bambini, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l’interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente” (Capo 3 Uguaglianza, art. 24 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, Nizza 7/12/2000).
La seguente “Carta dei Diritti” si ispira ai principi di: eguaglianza, imparzialità, continuità, partecipazione, diritto d’informazione, efficienza ed efficacia. A chi è rivolta: a genitori, dirigenti sportivi e scolastici, insegnanti, educatori sportivi ed agli atleti. Con quali finalità: vuole essere utile strumento per conoscere meglio il mondo calcistico giovanile affinché i “nostri adulti” genitori, tecnici e dirigenti, comprendano il delicato ruolo educativo che occupano e si assumano le relative responsabilità, per favorire la formazione di buoni sportivi, ma soprattutto di ottimi cittadini.
1) Diritto di divertirsi e giocare
2) Diritto di praticare sport
3) Diritto di avere i giusti tempi di riposo
4) Vivere in un ambiente sano
5) Diritto di praticare sport in assoluta sicurezza a salvaguardia della propria salute
6) Diritto di essere circondato e preparato da persone competenti
7) Diritto di seguire allenamenti adeguati all’età, ritmo e capacità individuali
8) Diritto di conciliare lo sport con altre attività
9) Diritto di misurarsi con giovani che abbiano le stesse probabilità di successo
10) Diritto di avere la possibilità di diventare un campione oppure di non essere un campione

CARTA DEI DOVERI DEL GENITORE DELLO SPORT
1) La scelta della disciplina sportiva preferita spetta ai miei figli, senza condizionamenti da parte mia.
2) Mio dovere è verificare che l’attività sportiva sia funzionale alla loro educazione e alla loro crescita psico fisica, armonizzando il tempo dello sport con gli impegni scolastici e con una serena vita familiare.
3) Eviterò ai miei figli più giovani pesanti attività agonistiche, privilegiando discipline formative e lo sport ludico e ricreativo.
4) Li seguirò con discrezione e li aiuterò ad avere un rapporto equilibrato con lo sport.
5) Non chiederò agli allenatori dei miei figli nulla che non sia utile alla loro crescita e commisurato ai loro meriti e potenzialità.
6) Dirò ai miei figli che per essere bravi sportivi e sentirsi felici nella vita non è necessario diventare campioni.
7) Ricorderò loro che anche le sconfitte aiutano a crescere perché servono per diventare più forti.
8) Indicherò loro i valori del Panathlon come fondamento etico per affrontare una corretta esperienza sportiva.
9) Al loro ritorno a casa non chiederò se abbiano vinto o perso ma se si sentano migliori. Né chiederò quanti gol abbiano segnato o subito o quanti record abbiano battuto, ma se si siano divertiti.
10) Vorrò specchiarmi nei loro occhi ogni giorno e vederli contenti di amare e praticare lo sport.