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Teatro Rasi

Via di Roma, 39 - 48121 Ravenna - Tel. 0544.30227
(risponde un'ora prima dello spettacolo)

 

Il Teatro Rasi occupa il locale dell'ex chiesa di S.Chiara, costruita nel 1250. Il Comune di Ravenna entrò il possesso dell'area nel 1874. Poco dopo l'Accademia Filodrammatica chiese la concessione dello stabile per adattarlo a teatro, impegnandosi a sostenere tutte le spese. La proposta venne accolta, così come il progetto di sistemazione. L'inaugurazione del nuovo teatro, chiamato "Filodrammatico", avvenne l'8 maggio 1892. Il teatro però non era ancora stato completato: senza tinteggiatura, porte e finestre con chiusure ancora grezze. Rifinito invece risultava il soffitto, e per la platea era stato realizzato il piano inclinato. Mancava anche la loggia, o galleria, che sarà terminata ed inaugurata nel dicembre 1893.

 

Nella serata di inaugurazione del nuovo teatro, non mancò l'intervento della banda, si rappresentarono "Il deputato di Bombignac" di Bisson e un monologo scritto appositamente da Luigi Rasi, già attore dell'Accademia e da dieci anni direttore della Scuola di Recitazione di Firenze. A lui, l'anno dopo la sua morte, avvenuta nel 1918, fu intitolato il teatro. Nello stesso anno l'Accademia Filodrammatica si unì con la Società Orfeonica ravennate per fondare la Società artistica drammatico-musicale di Ravenna (S.A.D.M.R.) con lo scopo di «raccogliere in sodalizio i cultori ed amatori dell'arte drammatica e della musica, e di promuovere e diffondere l'educazione e la coltura artistica del paese».

 

Sotto questa conduzione ha inizio una fertile attività articolata in eventi diversi; il Teatro Rasi comincia così ad ospitare, uno di seguito all'altro, commedie dialettali brillanti e opere drammatiche in lingua, varietà e circo, balletti e operette, musica classica, lirica e bandistica. Il dopoguerra vedrà il Teatro Rasi dotarsi, per opera dell'E.N.A.L. (Ente nazionale assistenza lavoratori) di un piccolo fabbricato, posto a Sud, dove saranno sistemati gli uffici e dove vi sarà spazio anche per le scuole di danza e di recitazione. In questi anni il teatro è anche sede cinematografica. Poi, nel '59 ha inizio un lungo tratto deserto, la chiusura a causa di inagibilità. Vi erano stati piccoli periodi morti in precedenza, durante le due guerre; questo arriva al '78 e da allora è per il Rasi continua attività. Oggi la storia riprende il suo ciclo e si rinnova con la venuta di Ravenna Teatro, frutto della fusione di Teatro delle Albe e Compagnia Drammatico Vegetale, presenza che arricchisce la vita del Teatro Rasi di una forte motivazione etica e di alto valore artistico.

 

Ecco come, attraverso fonti storiche è riemersa l'identità del teatro Rasi. Ha un palcoscenico non molto grande, che si presta a ospitare eventi diversi, l'acustica, così come le rifiniture e l'arredamento, sono stati migliorati dai recenti lavori di rinnovo, che però non hanno soffocato l'anima antica e suggestiva del luogo. L'abside, unico angolo di storia tangibile, perla di questo luogo, ha affascinato molti registi che, approdati sul palco del Rasi, hanno deciso talvolta di modificare in via eccezionale la loro scena, arricchendola di un fondale raro e irriproducibile, di memoria.
La ruota del tempo fa riemergere voci e visioni. Agli artisti che le sentono non è dato fermarsi.