Il Gender Equality Index per l’Italia

L’indice di eguaglianza di genere dell’Istituto Europeo per l’uguaglianza di genere rivela un comportamento ondivago dell’Italia.

EIGE, l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, ha pubblicato il Gender Equality Index aggiornato al 2022. Lo strumento, attivo dal 2013, rileva l’andamento generale dei Paesi UE in svariati settori, detti domini, e correlati sottodomini, in materia di eguaglianza di genere. La prospettiva specifica del nuovo indice tiene anche conto dell’impatto della pandemia di Covid-19, il quale è stato certamente elevato, e ha avuto effetti negativi per la parità di genere.

Di seguito i dati relativi all’Italia.

Come si nota dall’immagine, l’Italia è al di sotto della media generale europea, in quasi tutti gli ambiti ad eccezione del settore sanitario, settore in cui rileva anche la sua maggiore percentuale e in cui si colloca alla 10° posizione in graduatoria. Un miglioramento c’è stato nel dominio del potere (di 4,7 punti), salendo al 12° posto dal 14°. Dal 2010, l’aumento è stato di ben 31,7 punti, in particolare grazie al miglioramento del sottodominio del processo decisionale economico di 48,9 punti. I minori progressi sono stati, invece, nel settore della conoscenza in cui la crescita, nonostante ci sia stata, è di appena 0,5 punti, rimanendo al 13° posto. Nel sottodominio del tasso di partecipazione e successo scolastici c’è stata una decrescita del 0,6 punti (dal 2019), mantenendosi al 25° posto (su 27). Altro dato negativo si riscontra nel dominio del lavoro, in cui l’Italia è diminuita di 0,5 punti e in cui si colloca all’ultima posizione, soprattutto per via dell’elevata diseguaglianza nel sottodominio della partecipazione sul luogo di lavoro.

Il nostro Paese, tuttavia, insieme ad altri 13 dell’Unione (Cipro, Estonia, Croazia, Lettonia, Malta, Portogallo, Belgio, Germania, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Svezia, Slovenia), è cresciuto più velocemente della media europea. In totale, siamo al 14° posto nell’Unione europea – dal 2010 siamo progrediti di 7 posizioni con 11,7 punti in più. Sebbene questo sia un dato positivo, sono ancora numerosi gli interventi necessari per poter superare la media e raggiungere un’uguaglianza di genere effettiva. Una donna nata in Italia, infatti, secondo le statistiche di EIGE, guadagna il 43% in meno di un uomo, e lavora circa 10 anni in meno, sebbene le probabilità di laurearsi siano maggiori. Inoltre, il 51% delle donne italiane sono vittime di molestie sessuali, e le probabilità di svolgere i lavori domestici sono 61 volte più alte di quelle di un uomo. Anche politicamente, l’Italia ha solo il 36% di parlamentari donna.


Secondo le stime EIGE, alla luce dei dati recenti, ci vorranno tre generazioni prima che si riesca ad ottenere l’eguaglianza di genere, e il Covid-19 potrebbe rallentare ancora di più il progresso, se non addirittura trasformarlo in decrescita. Il miglioramento del nostro Paese degli ultimi anni può, però, darci speranza.