Elaborati interattivi del PUG

CONSULTA IL VISORE INTERATTIVO DEL PUG

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Il visore interattivo rappresenta i principali elaborati cartografici del PUG – Piano Urbanistico Generale. Sinteticamente si possono raggeuppare in: Tavole della Strategia, Tavola di Sintesi delle Componenti Paesaggistiche ed Insediative e e Tavole dei Vincoli.

I 5 OBIETTIVI STRATEGICI DEL PUG

il PUG individua i 5 Obiettivi Strategici seguenti, spazializzandoli attraverso le rispettive Azioni progettuali connotanti e qualificanti:
OS1. Ravenna città resiliente, adattiva e antifragile
OS2. Ravenna città dell’agricoltura sostenibile
OS3. Ravenna città internazionale, interconnessa e accessibile
OS4. Ravenna città-mosaico, multifunzionale e creativa
OS5. Ravenna città rigenerata, abitabile, accogliente e sicura

Obiettivo Strategico 1

Ravenna città resiliente, adattiva e antifragile

Questo obiettivo strategico fa riferimento alla capacità della città e del territorio di adattarsi, auto-organizzarsi e rispondere con consapevolezza alle condizioni di stress e cambiamento – particolarmente estese e intense nel territorio ravennate – connesse alla interazione di una molteplicità di rischi di natura ambientale, riducendo quindi l’esposizione e la vulnerabilità, senza compromettere la propria identità ma anzi rilanciandola e attualizzandola da un punto di vista spaziale e della coesione sociale.

Obiettivo Strategico 2

Ravenna città dell’agricoltura sostenibile. Il sistema della campagna policentrica

Questo obiettivo strategico punta a valorizzare una delle connotazioni identitarie di Ravenna e cioè la rilevanza del territorio agricolo del secondo comune più vasto d’Italia, dopo Roma, che qualifica Ravenna anche come città agricola. Questa specificità assume due volti, rappresentati dall’economia del settore primario e dal paesaggio extra urbano e urbano.

Obiettivo Strategico 3

Ravenna città internazionale, interconnessa e accessibile. Il sistema delle infrastrutture della mobilità

Questo obiettivo strategico punta alla costruzione di una rete infrastrutturale multiscalare e fortemente interconnessa, capace di dare risposte integrate a diverse domande di mobilità, da quella internazionale delle merci e dei turisti a quella locale connessa all’accessibilità del territorio urbanizzato e di quello aperto del litorale e della campagna. Si tratta di una integrazione non facile tra domande diverse e potenzialmente conflittuali che devono comunque ricercare i necessari livelli di osmosi: lo sviluppo e la razionalizzazione del traffico commerciale, industriale, crocieristico, diportistico e peschereccio; la riorganizzazione della rete ferroviaria del porto, attraverso l’adeguamento e il potenziamento degli scali merci a destra e sinistra del canale Candiano e delle connessioni con la rete ferroviaria e i corridoi TEN-T; il potenziamento dei nodi-stazione esistenti e di progetto lungo la linea FS; l’intermodalità ferro, gomma, acqua; lo sviluppo di un sistema diffuso di mobilità slow centrato sul potenziamento della rete ciclopedonale; il miglioramento dei collegamenti alla rete dei centri abitati della campagna ravennate e dei Lidi sulla costa.

Obiettivo Strategico 4

Ravenna città mosaico, multi-funzionale e creativa. Il sistema del territorio storico, città consolidata e centralità

Questo obiettivo strategico fa riferimento alla necessità di rafforzare le condizioni urbanistiche, sociali e imprenditoriali per dare forza alle due identità economiche e spaziali di Ravenna: quella della macchina portuale e delle sue filiere economiche trainanti, legate alla produzione industriale (manifatturiera e chimica innanzitutto) e ai flussi di merci nazionali e internazionali, e quella riconducibile al rapporto sinergico tra le risorse del territorio e le filiere economiche legate all’agricoltura di qualità, alla cultura e ai diversi “turismi”. La crescita di queste ultime infatti è in grado di alimentare il processo stesso di rigenerazione urbana e ambientale, così come il rilancio del porto può accompagnarsi a un indotto fertile nella città dal punto di

Obiettivo Strategico 5 – a

Ravenna città rigenerata, abitabile, accogliente e sicura. Il sistema insediativo. Schema di assetto del territorio urbanizzato e delle aree contermini

Questo obiettivo strategico fa riferimento alla necessità di concretizzare un processo di lunga durata di rigenerazione urbanistica e ambientale della città esistente, nel rispetto delle diverse identità stratificate nel territorio e del policentrismo che esse hanno prodotto. Questa esigenza deve prendere atto della necessità di non consumare più suolo e di rigenerare i tessuti e la rete degli spazi aperti esistenti, semplificando e razionalizzando i percorsi procedurali, normativi e gestionali. Si tratta di attivare una nuova stagione dei processi di riciclo, riuso e riqualificazione di una vasta e articolata gamma di condizioni insediative, spaziali, sociali e funzionali che va dalla città storica alla città consolidata, alle espansioni post belliche e a quelle pubbliche in particolare, ai tessuti di contatto tra città consolidata e porto, fino al policentrismo dei centri abitati della campagna ravennate e dei Lidi lungo la fascia costiera, ricercando mix funzionali adeguati e forme di integrazione delle fasce più deboli della popolazione

Obiettivo Strategico 5 – b

RAVENNA CITTÀ RIGENERATA, ABITABILE, ACCOGLIENTE E SICURA. Parti urbane, dotazioni territoriali e interventi prioritari

Il PUG attribuisce un ruolo centrale alle strategie per le parti che compongono la città consolidata, la città policentrica e i lidi nelle loro differenti articolazioni morfologiche, spaziali e funzionali. In tal senso, la Legge Urbanistica Regionale 24/2017 affida al Piano il compito di individuare le cosiddette ‘parti di città’ (cfr. articolo 33), ossia quelle “che presentano caratteristiche omogenee, dal punto di vista funzionale, morfologico, ambientale, paesaggistico e storico culturale” (art. 33, comma 2, LR n.24/2017) di cui prevedere “gli obiettivi generali per il miglioramento della qualità urbana e ambientale e le dotazioni territoriali, infrastrutture e servizi pubblici ritenuti necessari, ai sensi dell’articolo 34 nonché la gamma degli usi e delle trasformazioni ammissibili, stabilendo per ciascuno di essi i requisiti e le condizioni cui è subordinato l’intervento nonché gli incentivi urbanistici riconosciuti” (art. 33, comma 3).

LA CARTA DI SINTESI DELLE COMPONENTI INSEDIATIVE E PAESAGGISTICHE

Tavola delle CP/CI

SINTESI DELLE COMPONENTI PAESAGGISTICHE E INSEDIATIVE

Il PUG prevede un’articolazione degli elaborati (STRATEGIE, SINTESI DELLE COMPONENTI PAESAGGISTICHE E INSEDIATIVE, GUIDA PER LA QUEA, PROGETTI-GUIDA e DISCIPLINA) in cui la compresenza di diverse e interagenti dimensioni (strategica, regolativa e programmatico-progettuale) e livelli di cogenza, prescrittività e indirizzo, possa garantire nella gestione e attuazione del Piano la flessibilità e il rigore necessari nelle diverse situazioni d’intervento. (cfr. Artt. 3, 54 e 58 della DISCIPLINA).
In particolare, al mosaico delle Componenti Paesaggistiche (CP) e Insediative (CI) – riportato nell’elaborato SINTESI DELLE COMPONENTI PAESAGGISTICHE E INSEDIATIVE e in buona parte contenuto in alcuni elaborati del Quadro Conoscitivo a cui fa riferimento – è associato (nel Titolo III della DISCIPLINA e nel Cap. D1 della GUIDA PER LA QUEA di cui ai successivi paragrafi) un sistema di regole, di contenuto conformativo, per gli interventi diretti nel Territorio Urbanizzato e nel territorio rurale.

PIANI E VINCOLI SOVRAORDINATI E COMUNALI

QC-1_ PIANI E VINCOLI SOVRAORDINATI E
COMUNALI

Il regesto dei vincoli, costruito attraverso sistema GIS, “è corredato da un elaborato, denominato “scheda dei vincoli”, che riporta per ciascun vincolo o
prescrizione, l’indicazione sintetica del suo contenuto e dell’atto da cui deriva” (comma 1, Art. 37, L.R. 24/2017).
L’elaborato è finalizzato alla costruzione di un quadro integrato dei vincoli sovraordinati e delle opportunità di tutela, valorizzazione e rigenerazione
di specifici luoghi del territorio comunale. È opportuno distinguere cinque famiglie di vincoli:

  • i vincoli paesaggistici di cui all’articolo 136 “immobili e aree di interesse pubblico” e all’articolo 142 “aree tutelate per legge” del Codice beni culturali e paesaggio (D.Lgs 42/2004).
  • le tutele paesaggistiche e ambientali individuate principalmente dagli strumenti di pianificazione sovraordinata. Le aree e gli elementi di tutela ambientale sono riconducibili principalmente a tre grandi categorie: i vincoli di tipo naturalistico (aree protette e siti della Rete Natura 2000), i vincoli paesaggistici derivanti principalmente da PTPR/PTCP, i vincoli comunali riconoscibili ad esempio negli “alberi tutelati”.
  • le tutele storico culturali archeologiche individuate principalmente dagli strumenti di pianificazione sovraordinata. Le classificazioni sono riconducibili ai vincoli monumentali e archeologici (Art.10, D.Lgs 42/2004), alle aree ed elementi di interesse archeologico e storico del PTPR e ai vincoli di livello comunale riconoscibili ad esempio nelle “aree di tutela delle potenzialità archeologiche”.
  • i rischi naturali, industriali e di sicurezza che interessano il territorio comunale, secondo differenti declinazioni e scale di rappresentazione. Interessano da un lato le aree di pericolosità e i vincoli idrogeologici e, dall’altro, le aree a pericolosità sismica, le aree interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante e quelle percorse da incendi. Le fonti primarie per l’elaborazione della tavola sono desumibili in particolare dai Piani di Settore riguardanti il rischio idrogeologico (PSAI Bacini Regionali Romagnoli, PSAI Fiume Reno, PST Senio, etc.).
  • le fasce di rispetto ed i condizionamenti derivanti principalmente da leggi e Piani di settore. I vincoli sono classificati in quattro gruppi: quelli derivanti dalle infrastrutture della mobilità (strade, ferrovia, aeroporto), dalle infrastrutture tecnologiche (elettrodotti, gasdotti, metanodotti, oleodotti, etc.), dal ciclo dell’energia e da altri vincoli/rispetti.